• +39 338 614 1121
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dei Sacri Confini Guardia Sicura…

Breve storia della Guardia alla Frontiera, corpo ormai dimenticato del Regio Esercito, custode e difensore dei confini del Regno d’Italia dal 1934 al 1943.

Al termine del primo conflitto mondiale, tutte le nazioni coinvolte nel conflitto, diedero molta enfasi all’attività fortificatoria in generale, ed quella delle opere fisse in particolare, che si sarebbero dovute dislocate lungo  tutte le linee di confine dei singoli stati. La Francia, in particolare, realizzò la linea “Maginot”, che passerà alla storia come la più grande opera fortificata mai costruita, mentre la Germania realizzò la contrapposta linea “Sigfrido”, più spartana e più essenziale della prima, in quanto inglobata e complementare al più vasto progetto offensivo del nuovo contesto strategico-militare  imposto dal neo costituito regime nazista. In Italia, invece, venne concepito ed approntato il “Vallo Alpino del Littorio” che rispecchiava i nuovi orientamenti di politica estera e militare del regime fascista muscolari di politica estera e militare del regime fascista nel duplice intento di rafforzare sempre più il sistema difensivo delle frontiere, in particolare quelle alpine, e di garantire, in caso di azione offensiva, un adeguato supporto di fuoco alle unità di manovra (appiedate, meccanizzate o motorizzate) operanti sulle principali direttrici di attacco  e vie di facilitazione, come strade di alta quota, colli e valichi. Il progetto comprendeva un ampio semicerchio, che avrebbe dovuto coprire, attraverso le varie tipologie di opere costruite nel corso degli anni trenta, tutto l’arco alpino, dispiegandosi da Ventimiglia in Liguria  a Fiume sull’Adriatico. L’unico tratto di confine non interessato ai lavori del nuovo pian o fortificatorio fu quello con la svizzera, in quanto già esistevano delle opere risalenti alla prima guerra mondiale (prevalentemente forti, trinceramenti, una fitta rete di strade e mulattiere di servizi e depositi) ed inseriti  in quella che allora fu la cosiddetta “Linea Cadorna”.

SETTORI DI COPERTURA (confine alpino) (circ. 3898 del 17 giugno 1935 – ripartizione dell’intera fascia di frontiera)

L’organizzazione e la struttura del Vallo Alpino  erano articolate su tre  distinte zone operative:

  • Zona di Sicurezza”: riguardava la  prima linea di fortificazioni ed era composta da capisaldi e gruppi di capisaldi, osservatori e centri di fuoco  avanzati  che avevano il compito di presidiare la primissima porzione di frontiera  lungo il confine, prevenendo eventuali azioni di sorpresa  da parte nemica (ad esempio infiltrazioni di pattuglie da ricognizione e/o di combattimento) e mantenendo, al tempo stesso, le posizioni possedute.
  • Zona di Resistenza”: era  arretrata rispetto alla prima,  ma munita di grosse opere, in grado di resistere isolate per diverso tempo anche se aggirate. Queste tipologie di strutture  erano provviste di locali  per l’alloggiamento del personale di presidio (ricoveri), di  servizi sotterranei (posti comando, depositi munizioni, locali per i generatori di corrente elettrica , sistemi di ricircolo dell’aria, cisterne di acqua potabile etc.), nonché di  numerose postazioni in casamatta asservite, per la condotta del tiro, da uno o più osservatori. Inoltre, lungo le principali vie d’accesso e facilitazione in prossimità di colli e valichi di confine e lungo i fondo valli , erano stati costruiti ostacoli  e fossati anticarro, per ritardare l’avanzata e facilitare, così, il tiro delle artiglierie in fortezza al fine di incanalare le eventuali azioni offensive nemiche.
  • Zona di Schieramento”: era, infine, la zona in cui si dovevano radunare le truppe in caso di mobilitazione generale ed era composta, normalmente, dai depositi e dai magazzini di settore con compiti di rifornimento e supporto logistico alle unità di manovra.

Cupola corazzata per mitragliatrice (Colle del Moncenisio) e malloppi di un “opera tipo “15000” (Valle Stura)

Dapprima e fino agli inizi degli anni 30 la vigilanza e la difesa del confine alpino erano affidate alla Regia Guardia di Finanza, ai Carabinieri Reali, alla neo costituita Milizia Confinaria ed ai reparti d'alpini: a quest’ultimi venne affidato anche il compito di presidiare le nuove opere difensive della fortificazione permanente, allora in corso di progettazione e realizzazione lungo tutto l’arco alpino.

Queste nuove attribuzioni erano in contrasto con le dottrine d'impiego di quel tempo che prevedevano l'utilizzo delle grandi unità alpine (nel frattempo riorganizzate in divisioni) ovunque la necessità lo richiedesse, essendo, le stesse, idonee a svolgere azioni di carattere dinamico tipiche dei reparti di fanteria leggera, specie se di montagna. Questa incongruenza, che imponeva a reparti dotati di elevata mobilità, come quelli alpini, di provvedere ad un servizio essenzialmente statico, venne fatta osservare dal comando superiore alpino allo Stato Maggiore del Regio Esercito (S.M.R.E.) e dopo innumerevoli studi, progetti e relazioni  nacque, nel 1934 (anche se il Regio Decreto Legge di istituzione ufficiale fu il n. 833 del 28 aprile 1937), il  nuovo corpo del Regio Esercito denominato Guardia alla Frontiera (G.a.F.)  comprendente reparti di fanteria, di artiglieria, del genio e dei servizi. Immediatamente a ciò, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dispose anche la trasformazione di cinque reggimenti di artiglieria d'armata in Reggimenti di Artiglieria G.a.F., da inquadrarsi all’interno dell’ organico del corpo. Ad esso  furono assegnate tutti i previsti assetti logistici ed amministrativi indispensabili per assolvere i compiti operativi affidati. Inoltre furono costituite compagnie e battaglioni di mitraglieri da posizione con il compito di integrare e difendere i tratti di confine privi della fortificazione permanente o non battuti dalle armi di medio/grosso calibro delle opere presenti. 

La struttura ordinativa della G.a.F. era costituita da un Comando Guardia alla Frontiera, presso ogni Comando d'Armata competente per territorio: da esso discendevano i “Settori di Copertura ”,  nel numero di 27 (numerati dal I° al XXVII°), e responsabili del tratto di confine a loro assegnato ed i “Sottosettori”: questi, a loro volta, erano costituiti da “Gruppi di Capisaldi”, “Capisaldi” ed unità minori. Le opere fortificate di settore erano presidiate ed attivate , come abbiamo visto, da unità di fanteria, di artiglieria e  dai reparti del genio, nonché da  artiglierie settoriali di vario calibro. Nelle retrovie, ed in particolare nelle zone di schieramento erano costituiti ed operavano i depositi ed i magazzini con compiti di approvvigionamento e supporto logistico delle unità operative. Da alcuni Comandi G.a.F. dipendevano direttamente “Reggimenti e/o Raggruppamenti di Artiglieria” ordinati  ed equipaggiati in modo da poter rapidamente integrare le artiglierie dei singoli  settori di copertura.

Pur essendo un corpo con compiti prettamente statici, la G.a.F. inquadrava anche 5 compagnie diCarristi di Frontiera” articolate in: gruppi “Sempre Pronti” normalmente assegnati ai settori di copertura, gruppi di “Approntamento Accelerato” e gruppi di “Approntamento Normale”.

Carro armato  “Fiat  3000”

La Guardia alla Frontiera espletò il suo servizio di presidio anche nei territori e nei possedimenti d'oltremare:

Albania :

  • I° con sede a Scutari su tre battaglioni, una compagnia carrista di frontiera, un reparto genio e servizi;
  • II° “Kossovo” con sede a Puka, su un battaglione ed un battaglione mitraglieri da posizione;
  • III° con sede in Pescopia su due battaglioni G.a.F., un battaglione mitraglieri da posizone;
  • 13^ Reggimento Artiglieria G.a.F.

Durante il conflitto, la struttura assunse nuove denominazioni e cedette alcuni reparti al Comando Truppe Montenegro e al Comando Superiore delle Forze Armate in Grecia.

Casamatta costiera per artiglierie di medio calibro

Libia occidentale:

  • Comando G.a.F. del XX Corpo d'Armata a Tripoli  da cui dipendevano i seguenti settori di copertura, articolati  su Depositi settoriali, sottosettori di copertura, Raggruppamenti d'artiglieria, battaglioni mitraglieri  e reparto genio e servizi:
  • XXVIII con sede a Zuara;
  • XXIX con sede a Nalut;
  • XXXIII con sede a Zanzur;
  • XXXIV con sede a Sidi Bel Aadem;
  • XXXV con sede a Castel Benito;
  • Piazza fortificata di Tripoli.

Libia Orientale :

  • Comando G.a.F. del XXI Corpo d'Armata a Tobruk da cui dipendevano i seguenti settori di copertura ordinati e strutturati nella esatta identica fisionomia del fronte libico occidentale:
  • XXXI con sede a Tobruk;
  • XXXII con sede a Bardia;
  • Piazza fortificata di Tobruk;
  • Piazza fortificata di Bardia.

Non si hanno, invece, notizie circa la formazione e la costituzione  di reparti G.a.F.nei territori dell’ A.O.I.

Lo sforzo, per chiudere “ermeticamente” la frontiera, specialmente quella alpina, fu enorme, considerate le difficoltà d'approvvigionamento delle materie prime e dei  materiali in ragione  delle  sanzioni, imposte al regime dalla Società delle Nazioni, a seguito della invasione dell’Etiopia.  A maggio del 1939, dunque un anno prima dell'entrata in guerra dell’Italia, la progressione dell’attività fortificatoria del Regno d’Italia può essere così sintetizzata:

  • Fronte Occidentale :460 opere già efficienti con 1.100 mitragliatrici e 133 pezzi di vario calibro installati (batterie in caverna e pezzi anticarro). Altrettanto armamento doveva essere distribuito nel corso dell'anno per le nuove opere da costruire e precisamente furono assegnate 300 mitragliatrici, 280 mortai, 58 batterie, di cui alcune di grosso calibro ed a lunga gittata, idonee a condurre  tiri d'interdizione sui principali centri d'affluenza/ammassamento nemici, ovvero, sugli itinerari di passaggio obbligati, come strade, valichi e colli.
  • Fronte settentrionale: 161 opere già efficienti con 336 mitragliatrici e 39 pezzi. Era prevista la consegna, nel secondo semestre, di 50 mitragliatrici, 108 mortati e 31 batterie di vario calibro;
  • Fronte orientale:308 opere già efficienti con 647 mitragliatrici e 50 pezzi, con in corso di consegna 564 mitragliatrici, 114 mortai e 49 batterie di vario calibro.

All'inizio del secondo conflitto mondiale, e con l’entrata in guerra dell’Italia nel giugno 1940, la Guardia alla Frontiera poteva disporre complessivamente di ventimila uomini suddivisi tra i reparti di fanteria, artiglieria e genio e circa mille opere. Per quanto riguarda l’armamento, leggero e pesante, si potevano contare seimila mitragliatrici, quattrocentosessantadue mortai di vario tipo, duecentoventidue cannoni di vario calibro e centotrentotto batterie di vario calibro dotate di artiglierie residuate dalla Grande Guerra o di preda bellica austriaca.

A sx. l’uniforme mod. 1934 e a dx. quella da guerra mod. 1940 , rispettivamente de reparti genio e fanteria GAF

Cappello all’alpina “vidoa”

Il reclutamento del personale destinato al nuovo Corpo, per non incidere su quello destinato alle truppe alpine, avveniva in qualunque altro Distretto Militare. I requisito fondamentale era però quello che i militari dovevano possedere profili psico-fisici e sanitari identici a quelli per essere arruolati nelle truppe alpine. E’ per lo meno singolare la circolare del Ministero della Guerra n. 18.559 del 6 settembre 1934 che escludeva dall'assegnazione presso la Guardia alla Frontiera i militari alloglotti appartenenti ai Distretti Militari di Trieste, Pola, Gorizia, Bolzano, Udine, e Ancona: probabilmente questa disposizione aveva come obiettivo quello di cautelarsi da eventuali azioni di spionaggio da parte dei paesi confinanti che potevano avvalersi delle  informazioni sui  piani dell’attività militare in generale e fortificatoria in particolare. Al personale era imposto un addestramento tipico di specialità alpina  con marce su terreni impervi di media ed alta montagna, l’ uso dello sci, l’ arrampicata su  roccia ed infine  una vita di guarnigione spartana e ridotta all'essenziale, proprio perché particolarmente  condizionata dal trascorrere del tempo all’interno delle opere fortificate , che non brillavano certamente  per salubrità e confort, e dallo stanziare, quasi permanentemente in montagna, spesso in condizioni climatiche molto severe:  un esempio per tutti: la 515^ batteria  del VII Settore di Cesana Torinese  che  presidiava stabilmente   il forte Chaberton (dal nome delle montagna sul quale sorgeva e sorge ancora  a distanza di più di cento anni dalla sua costruzione), nel settore del Monginevro, a 3.131 mt. 

Il personale impegnato e destinato all’ attivazione delle opere, durante i turni di riposo dal servizio attivo, poteva essere accantonato in ricoveri e/o casermette, costruite a poca distanza dal linea di confine, e collegate  tra loro e con le singole opere  da una fitta rete stradale e di mulattiere progettate e costruite dal Genio Militare fin già dalla fine dell’ottocento ed ampliata durante gli  anni trenta, in occasione del nuovo impulso fortificatorio del confine alpino. L’uniforme per il personale della Guardia alla Frontiera era quella prevista per la fanteria, l’artiglieria ed il genio  con i fregi delle armi  e specialità originarie, con ricami dorati per Ufficiali e Sottufficiali, ed in rayon nero per graduati e truppa.

Nel 1938, tenuto conto delle impervie zone montane in cui la G.a.F. operava fu distribuito l'equipaggiamento pesante   tipico delle truppe alpine con  giacca monopetto a quattro bottoni portata su una camicia con cravatta grigio verde, una camicia di lana ”autarchica” con farsetto a maglia, pantaloni di taglio floscio alla zuava fino a sotto il ginocchio, fermati dalle celeberrime, ed al tempo stesso massacranti,  fasce mollettiere, calzettoni di lana, scarponi con chiodatura. Successivamente furono fornite anche calzature pesanti, cappotto di panno, zaino alpino, guanti di lana, e ghette. Con la circolare n. 548 del 25 luglio 1940 fu disposto l'adozione di una uniforme da guerra, prevista per tutte le categorie, ufficiali, sottufficiali e  militari di truppa che per foggia e panno era quella già in distribuzione alla truppa. Questa nuova uniforme, denominata mod. 1940 (adottata con foglio d’ordini n.121 del 29 aprile 1940), come per gli altri corpi del Regio Esercito andò ad a sostituire il vecchio modello 34, sicuramente più elegante e marziale, ma meno adatto alla via operativa in prima linea.  Concludeva il corredo un cappello alpino, senza penna (ecco da qui l’appellativo di “Vidua”, ironicamente attribuito dagli alpini ai militi della G.a.F.), con nappina laterale in lana senza numero, con parte centrale color verde e striscia periferica del colore dell'arma  di appartenenza (rosso scarlatto per la fanteria, giallo arancio per l'artiglieria, cremisi carico per il genio e in metallo dorato per Ufficiali e Marescialli). Lo scudetto divisionale, portato sulla manica sinistra della giacca era su fondo verde, caricato di un gladio romano recante il numero del Settore espresso in cifre  romane. Lo scudetto era in ricamo dorato per gli Ufficiali e per i Marescialli,  ed in rayon per il rimanente personale. Ampia diffusione ebbero, tra l’altro,  i distintivi a spilla dei  Settori e dei Sottosettori di appartenenza. L'armamento individuale era quello classico della fanteria con pistola Beretta M 34 per Ufficiali e Marescialli, fucile mod.91 con baionetta per la truppa e moschetto 91/38 per gli incarichi speciali (artiglieria e genio, ovvero, compagnie carriste di frontiera). Terminavano l’equipaggiamento individuale il cinturone con fondina in cuoio marrone, con cinturino, per gli Ufficiali e Marescialli,  le giberne con  cinghia di sostegno, per la custodia dei pacchetti caricatori del fucile mod. 91 la borraccia in alluminio, l’ elmetto metallico mod. 33 con impresso frontalmente, il  fregio di arma e specialità e numero del settore, la  maschera antigas M33 o T35 che oltre a difendere  da un possibile attacco chimico, garantiva, all’interno delle camere di combattimento delle opere, la protezione delle vie aree attraverso il suo collegamento, mediante un   tubo corrugato, all’impianto di aerazione /filtrazione dell’aria.

Fanti della Guardia alla Frontiera sul fronte occidentale (giugno 1940)

Nelle operazioni sulle alpi occidentali (giugno 1940) furono impiegati i reparti G.A.F. dipendenti dal Gruppo Armate Ovest. Nel corso del 2° conflitto mondiale diversi raggruppamenti d'artiglieria e reparti di mitraglieri da posizione andarono a rinforzare il dispositivo di difesa costiera. Altri reparti, dislocati  sul confine orientale costituirono unità di controguerriglia e di controllo delle linee ferroviarie e stradali in Croazia e Slovenia, mentre in Libia combatterono come normali reparti di fanteria.

A seguito dei noti  e tragici fatti dell’ 8 settembre 1943, culminati nella firma dell’Armistizio con il conseguente dissolvimento di molti  reparti del Regio Esercito, molti Settori di Copertura,  soprattutto dislocati sui confini nord orientali, impegnarono duramente le truppe tedesche nella loro avanzata per l’occupazione dell’Italia, ed innumerevoli furono gli atti d'eroismo da parte dei singoli  militari dei vari presidi ma, dopo brevi resistenze, anche i reparti della G.A.F. , una volta arresisi e disarmati, seguirono la stessa sorte degli altri reparti del Regio Esercito.

Con la ristrutturazione dell' Esercito Italiano, nell’immediato secondo dopoguerra, il Corpo della Guardia alla Frontiera non fu  più ricostituito,  ma la sua eredità  venne affidata ai  Raggruppamenti di Frontiera e successivamente ai  Battaglioni di Alpini e di Fanteria di Arresto che vennero rimessi a  presidio di quelle opere del Vallo Alpino sul fronte orientale  (Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia)dal quale si pensava potesse giungere il pericolo maggiore per allora, ovvero l’invasione militare del Nord Italia da parte delle forze meccanizzate e corazzate  del Patto di Varsavia.

Una vista panoramica della vetta del Monte Chaberton (3131 mt) in Alta Valle Susa  con l’omonimo forte presidiato dalla 515^ Batteria VIII Rgpt. Art. GAF.

 



Questo sito utilizza i cookie.

Premendo il pulsante "Accetta" acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa estesa sui Cookie
I Cookie sono costituiti da porzioni di codice installate all'interno del browser che assistono il Titolare nell’erogazione del servizio in base alle finalità descritte. Alcune delle finalità di installazione dei Cookie potrebbero, inoltre, necessitare del consenso dell'Utente.

 

I servizi contenuti nella presente sezione permettono al Titolare del Trattamento di monitorare e analizzare i dati di traffico e servono a tener traccia del comportamento dell’Utente.

 

Cookie tecnici e di statistica aggregata

 

Attività strettamente necessarie al funzionamento

 

Questa Applicazione utilizza Cookie per salvare la sessione dell'Utente e per svolgere altre attività strettamente necessarie al funzionamento dello stesso, ad esempio in relazione alla distribuzione del traffico.

 

Attività di salvataggio delle preferenze, ottimizzazione e statistica

 

Questa Applicazione utilizza Cookie per salvare le preferenze di navigazione ed ottimizzare l'esperienza di navigazione dell'Utente. Fra questi Cookie rientrano, ad esempio, quelli per impostare la lingua e la valuta o per la gestione di statistiche da parte del Titolare del sito.

 

Altre tipologie di Cookie o strumenti terzi che potrebbero farne utilizzo

 

Alcuni dei servizi elencati di seguito potrebbero non richiedere il consenso dell'Utente o potrebbero essere gestiti direttamente dal Titolare – a seconda di quanto descritto – senza l'ausilio di terzi.

Qualora fra gli strumenti indicati in seguito fossero presenti servizi gestiti da terzi, questi potrebbero – in aggiunta a quanto specificato ed anche all’insaputa del Titolare – compiere attività di tracciamento dell’Utente. Per informazioni dettagliate in merito, si consiglia di consultare le privacy policy dei servizi elencati.

 

Google Analytics (Google)

Google Analytics è un servizio di analisi web fornito da Google Inc. (“Google”). Google utilizza i Dati Personali raccolti allo scopo di tracciare ed esaminare l’utilizzo di questa Applicazione, compilare report e condividerli con gli altri servizi sviluppati da Google.
Google potrebbe utilizzare i Dati Personali per contestualizzare e personalizzare gli annunci del proprio network pubblicitario.

Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.

Luogo del trattamento : USA – Privacy Policy – Opt Out

 
Monitoraggio conversioni di Facebook Ads (Facebook)
Il monitoraggio conversioni di Facebook Ads è un servizio di statistiche fornito da Facebook, Inc. che collega i dati provenienti dal network di annunci Facebook con le azioni compiute all'interno di questa Applicazione.

Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.

Luogo del trattamento : USA – Privacy Policy

 
Monitoraggio conversioni di Google AdWords (Google)
Il monitoraggio conversioni di Google AdWords è un servizio di statistiche fornito da Google, Inc. che collega i dati provenienti dal network di annunci Google AdWords con le azioni compiute all'interno di questa Applicazione.

Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.

Luogo del trattamento : USA – Privacy Policy

 

·       Remarketing e Behavioral Targeting
Questi servizi consentono a questa Applicazione ed ai suoi partner di comunicare, ottimizzare e servire annunci pubblicitari basati sull'utilizzo passato di questa Applicazione da parte dell'Utente.
Questa attività viene effettuata tramite il tracciamento dei Dati di Utilizzo e l'uso di Cookie, informazioni che vengono trasferite ai partner a cui l'attività di remarketing e behavioral targeting è collegata.

 
AdWords Remarketing (Google)
AdWords Remarketing è un servizio di Remarketing e Behavioral Targeting fornito da Google Inc. che collega l'attività di questa Applicazione con il network di advertising Adwords ed il Cookie Doubleclick.

Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.

Luogo del trattamento : USA – Privacy Policy – Opt Out

 
Facebook Custom Audience (Facebook, Inc.)
Facebook Custom Audience è un servizio di Remarketing e Behavioral Targeting fornito da Facebook, Inc. che collega l'attività di questa Applicazione con il network di advertising Facebook.

Dati personali raccolti: Cookie e Email.

Luogo del trattamento : USA – Privacy Policy

 
Facebook Remarketing (Facebook, Inc.)
Facebook Remarketing è un servizio di Remarketing e Behavioral Targeting fornito da Facebook, Inc. che collega l'attività di questa Applicazione con il network di advertising Facebook.

Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.

Luogo del trattamento : USA – Privacy Policy – Opt Out

 

·       Interazione con social network e piattaforme esterne
Questi servizi permettono di effettuare interazioni con i social network, o con altre piattaforme esterne, direttamente dalle pagine dell’Applicazione. Le interazioni e le informazioni acquisite da questa Applicazione sono in ogni caso soggette alle impostazioni privacy dell’Utente relative ad ogni social network.
Nel caso in cui sia installato un servizio di interazione con i social network, è possibile che, anche nel caso gli Utenti non utilizzino il servizio, lo stesso raccolga dati di traffico relativi alle pagine in cui è installato.

 
Pulsante Tweet e widget sociali di Twitter (Twitter)
Il pulsante Tweet e i widget sociali di Twitter sono servizi di interazione con il social network Twitter, forniti da Twitter Inc.

Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.

Luogo del trattamento : USA – Privacy Policy

 
Pulsante Mi Piace e widget sociali di Facebook (Facebook, Inc.)
Il pulsante “Mi Piace” e i widget sociali di Facebook sono servizi di interazione con il social network Facebook, forniti da Facebook, Inc.

Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.

Luogo del trattamento : USA – Privacy Policy

 
Pulsante +1 e widget sociali di Google+ (Google)
Il pulsante +1 e i widget sociali di Google+ sono servizi di interazione con il social network Google+, forniti da Google Inc.

Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.

Luogo del trattamento : USA – Privacy Policy

 

Come posso controllare l'installazione di Cookie?
In aggiunta a quanto indicato in questo documento, l'Utente può gestire le preferenze relative ai Cookie direttamente all'interno del proprio browser ed impedire – ad esempio – che terze parti possano installarne. Tramite le preferenze del browser è inoltre possibile eliminare i Cookie installati in passato, incluso il Cookie in cui venga eventualmente salvato il consenso all'installazione di Cookie da parte di questo sito. È importante notare che disabilitando tutti i Cookie, il funzionamento di questo sito potrebbe essere compromesso. L'Utente può trovare informazioni su come gestire i Cookie nel suo browser ai seguenti indirizzi: Google Chrome,Mozilla Firefox, Apple Safari and Microsoft Windows Explorer.

In caso di servizi erogati da terze parti, l'Utente può inoltre esercitare il proprio diritto ad opporsi al tracciamento informandosi tramite la privacy policy della terza parte, tramite il link di opt out se esplicitamente fornito o contattando direttamente la stessa.

Fermo restando quanto precede, il Titolare informa che l’Utente può avvalersi di Your Online Choices. Attraverso tale servizio è possibile gestire le preferenze di tracciamento della maggior parte degli strumenti pubblicitari. Il Titolare, pertanto, consiglia agli Utenti di utilizzare tale risorsa in aggiunta alle informazioni fornite dal presente documento.

 
Titolare del Trattamento dei Dati
Associazione Monte Chaberton - Strada Alberoni 113/19 - Torino (Italia),

info@gmontechaberton.it

 

Dal momento che l'installazione di Cookie e di altri sistemi di tracciamento operata da terze parti tramite i servizi utilizzati all'interno di questa Applicazione non può essere tecnicamente controllata dal Titolare, ogni riferimento specifico a Cookie e sistemi di tracciamento installati da terze parti è da considerarsi indicativo. Per ottenere informazioni complete, consulta la privacy policy degli eventuali servizi terzi elencati in questo documento.

Vista l'oggettiva complessità legata all'identificazione delle tecnologie basate sui Cookie ed alla loro integrazione molto stretta con il funzionamento del web, l'Utente è invitato a contattare il Titolare qualora volesse ricevere qualunque approfondimento relativo all'utilizzo dei Cookie stessi e ad eventuali utilizzi degli stessi – ad esempio ad opera di terzi – effettuati tramite questo sito.

 

Definizioni e riferimenti legali
Dati Personali (o Dati)
Costituisce dato personale qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale.

Dati di Utilizzo
Sono i dati personali raccolti in maniera automatica dall’Applicazione (o dalle applicazioni di parti terze che la stessa utilizza), tra i quali: gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dall’Utente che si connette all’Applicazione, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier), l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta dal server (buon fine, errore, ecc.) il Paese di provenienza, le caratteristiche del browser e del sistema operativo utilizzati dal visitatore, le varie connotazioni temporali della visita (ad esempio il tempo di permanenza su ciascuna pagina) e i dettagli relativi all’itinerario seguito all’interno dell’Applicazione, con particolare riferimento alla sequenza delle pagine consultate, ai parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’Utente.

Utente
L'individuo che utilizza questa Applicazione, che deve coincidere con l'Interessato o essere da questo autorizzato ed i cui Dati Personali sono oggetto del trattamento.

Interessato
La persona fisica o giuridica cui si riferiscono i Dati Personali.

Responsabile del Trattamento (o Responsabile)
La persona fisica, giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo preposti dal Titolare al trattamento dei Dati Personali, secondo quanto predisposto dalla presente privacy policy.

Titolare del Trattamento (o Titolare)
La persona fisica, giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo cui competono, anche unitamente ad altro titolare, le decisioni in ordine alle finalità, alle modalità del trattamento di dati personali ed agli strumenti utilizzati, ivi compreso il profilo della sicurezza, in relazione al funzionamento e alla fruizione di questa Applicazione. Il Titolare del Trattamento, salvo quanto diversamente specificato, è il proprietario di questa Applicazione.

Questa Applicazione
Lo strumento hardware o software mediante il quale sono raccolti i Dati Personali degli Utenti.

Cookie
Piccola porzione di dati conservata all'interno del dispositivo dell'Utente.

Email
Fornisce accesso all'indirizzo email primario dell'utente


Riferimenti legali
Avviso agli Utenti europei: la presente informativa privacy è redatta in adempimento degli obblighi previsti dall’Art. 10 della Direttiva n. 95/46/CE, nonché a quanto previsto dalla Direttiva 2002/58/CE, come aggiornata dalla Direttiva 2009/136/CE, in materia di Cookie.

Questa informativa privacy riguarda esclusivamente questa Applicazione.

© 2020 Associazione Monte Chaberton - 515a Batteria Guardia alla Frontiera. Tutti i diritti riservati. Sede legale: Strada Alberoni 18/31 10133 - Torino - CF 97807690017 - Privacy Policy